La frutta di stagione

La frutta è una categoria di alimenti che non può mai mancare nelle nostre case. Economica, buona, fresca, risulta particolarmente adatta ad essere consumata d'estate sia come frutto in sé che come ingrediente di piatti come la macedonia, i dolci, ma anche alcune preparazioni come quelle che accompagnano pesce o carne.



Ma più che di frutta, in questo articolo vogliamo parlare di frutta di stagione. Perché spesso sentiamo dire che la frutta di stagione è migliore di quella coltivata in serra, principalmente per una questione economica, ma c'è anche un discorso botanico che non deve essere sottovalutato. Perché bisogna Conoscere e capire la botanica della pianta per poter capire perché la frutta di stagione sia più sana, ma anche più buona e gustosa, per cucinare meglio. Cercheremo anche di capire come Riconoscerla al supermercato.

I frutti


La prima cosa che dobbiamo capire è che cos'è un frutto. Facile no? Insomma. Se ci si pensa, ci si accorge che non sappiamo dare una definizione ben precisa di “frutto”. Botanicamente, un frutto è un ovulo maturo, perché la pianta può essere vista come una donna, e i suoi fiori sono le sue ovaie, che vengono per così dire “ingravidate” dal seme maschile che è il polline. Così si forma “l'embrione”, che è il seme, e che quando si trova nella situazione favorevole (per terra, con l'acqua) sboccia e da origine ad una nuova pianta.

Ma se la parte importante è Il seme, perché intorno c'è il frutto? Il frutto è una forma di protezione per il seme, un po' come il guscio dell'uovo per un pulcino o il pancione per una donna. Ed è appetitoso perché la logica dei semi di mela, di pera, di arancia, di susina e così via è quella che il frutto venga mangiato da un animale, il seme rimanga intatto nell'apparato digerente dell'erbivoro (è durissimo!) e lui, con le proprie feci, lo deporrà in un posto lontano da dove lo ha assunto, presumibilmente proprio sotto l'albero. E' così che la pianta si riprodurrà.

Le piante da frutto


La pianta ha però tutto un sistema di ormoni, di cellule che reagiscono alla quantità di acqua, alla temperatura, al tipo di terreno, per far fronte ai problemi, e questo si ripercuote anche sulla qualità del frutto. Si, perché alla luce di quanto abbiamo detto il frutto deve essere quanto più resistente possibile per poter resistere ed essere mangiato. Un frutto che marcisce non viene mangiato, così come un frutto che secca; essi non saranno di alcun aiuto alla pianta.

I frutti producono sostanze che gli permettono di resistere ai parassiti, agli sbalzi di temperatura, alla mancanza d'acqua e queste sostanze sono vitamine, antiossidanti, zuccheri particolari, fibre. Tutte cose che, oltre ad essere utili per la pianta stessa, rendono il frutto più saporito.

I "vizi" della frutta


Una fragola (per fare un esempio) che cresce all'aperto incontra problemi come il vento, il sole, la pioggia, la terra, e deve imparare a superarli, proprio come se fosse un animale. Diventa più forte, più resistente, come il cagnolino che deve superare un ostacolo e trova il modo, o che ha fame ed impara a cacciare. Le piante non sono così immobili come spesso si pensa!


Fragole


Crescere in serra, per la stessa fragola, significa crescere in una gabbia dorata: clima controllato, niente vento, niente pioggia, terreno perfetto. È il bambino viziato e ricchissimo che non sa cosa sia il mondo. E di conseguenza ha poco sapore, è insipida, perché ha impiegato le sue energie solo per crescere (per questo le fragole di serra sono gigantesche) ma non per produrre altri tipi di sostanze che le danno sapore.

E' meglio una fragola grande e insipida oppure una piccola e saporita? Io preferisco la seconda.

Le stagioni e la frutta


Ovviamente la frutta per crescere ha bisogno di una serie di caratteristiche tipiche della sua specie; l'arancia ha bisogno di un clima più freddo, l'anguria di caldo. E Se non è la stagione giusta, semplicemente, la pianta non fa i frutti.

Per questo la frutta di stagione è l'unica che può essere naturale, perché la frutta fuori stagione necessariamente proviene dall'estero (dove sono permessi molti più pesticidi, concimi e via dicendo) o da una serra. Inoltre la frutta di stagione è anche più economica perché non ci sono i costi di gestione della serra, insomma “viene da sola” anche se c'è bisogno di alcuni interventi da parte dell'agricoltore.


Banane


Al supermercato


Quindi, avendo capito perché la frutta di stagione coltivata all'aperto sia migliore di quella coltivata in serra, rimane solo da capire come fare a riconoscerla quando arriviamo al supermercato.


E' importante saper riconoscere e scegliere la frutta di stagione


Per prima cosa dobbiamo avere con noi una tabella con la frutta di stagione, come questa redatta dal Ministero delle politiche agricole, e acquistare al supermercato solo questi frutti. E poi serve valutare sempre attentamente l'origine, che per legge deve essere scritta vicino al prodotto.


Ananas


Se notiamo che un prodotto proviene dall'estero (a parte ovviamente quelli che in Italia non ci sono, come banane o ananas) evitiamolo, specie se abbiamo a disposizione frutta di stagione e proveniente dal nostro paese: nessuno coltiverà a Luglio un'albicocca in condizioni controllate, perché Luglio è la stagione delle albicocche e se siamo in Italia il clima è perfetto per risparmiare tutti i costi di gestione della serra. Qualunque agricoltore farà crescere le proprie albicocche al naturale, in queste condizioni.


Albicocche


Consigli e considerazioni finali


Per cui, quando andate a fare la spesa, passate qualche minuto più del necessario davanti ai banchi della frutta, e scegliete sempre frutta di stagione di provenienza italiana. I vostri piatti e soprattutto la vostra salute ne beneficeranno notevolmente.
Articolo pubblicato il giorno 7 luglio 2015
Scritto da: Valerio Guiggi
Valerio GuiggiValerio Guiggi • Laureato in Medicina Veterinaria nell'Aprile 2013 a 24 anni, con una valutazione di 110 e lode, ed abilitato alla professione nel Giugno nello stesso anno, è appassionato di "sicurezza alimentare", la branca della veterinaria che si occupa della prevenzione delle malattie dell'uomo che vengono trasmesse con gli alimenti. Nel Gennaio 2014 supera il test a numero chiuso per specializzarsi in Ispezione degli Alimenti, specializzazione della durata di tre anni, e dal Marzo dello stesso anno collabora con il dipartimento della prevenzione dell'ASL di Livorno. Da Ottobre 2014 collabora con l'azienda CSA (Consulenza Sanitaria Alimentare) di Livorno, che offre consulenza sanitaria e legale ad aziende alimentari della zona. Dall'inizio del 2015 è inoltre responsabile scientifico di Socialdogcat.com, che si occupa della salute dei cani e dei gatti. Dal mese di maggio del 2015 scrive per Cucinare Meglio.


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