Perché lavare il pollo è pericoloso

Fin da piccoli ci hanno sempre insegnato che gli alimenti vanno lavati prima di mangiarli. Proprio come è importante lavarsi le mani oppure lavare il nostro corpo, è importante anche rimuovere tutte quelle sostanze che potrebbero essere impure o addirittura pericolose per la nostra salute. Esempio tipico può essere l'insalata, che nasce e cresce per terra e che potrebbe essere piena di terra e di tutti i microrganismi che ci vivono, perché basta una folata di vento per portare quella stessa terra tra le foglie.

Tuttavia spesso noi tendiamo a generalizzare ciò che ci viene detto, e la buona pratica di lavare la frutta e la verdura diventa spesso la pratica di lavare tutto ciò che ci passa sottomano. Invece non tutti gli alimenti vanno lavati, perché ce ne sono alcuni per cui questo processo è assolutamente inutile (pensiamo al formaggio) e ce ne sono alcuni per cui risulta addirittura pericoloso: è il caso del pollo.

Il pollo è un animale particolare. È molto piccolo rispetto ad altri animali da carne, ed ha una pelle molto sottile, per cui nel processo di macellazione gli vengono tolte solamente le penne, e non la pelle, a differenza di un coniglio (in cui la pelle viene tolta del tutto) o di un maiale, a cui la pelle rimane ma viene “flambata”, insomma passata alla fiamma, prima che le carni siano vendute.

La pelle è una parte sporchissima del corpo nostro e di quello degli animali. Viene in contatto con tutto ciò che si trova all'esterno, e se noi spesso ci laviamo per rimuovere le impurità il pollo non lo fa, per cui la sua cute risulta piena di microrganismi. Ce ne sono tantissimi ma i più pericolosi sono quelli del genere Campylobacter, che danno forti infezioni gastrointestinali, possono causare la sindrome di Guillain-Barrè, che porta ad una paralisi progressiva degli arti, e in America sono i diretti responsabili di almeno 75 morti all'anno (in Italia non abbiamo statistiche, ma spesso la malattia viene identificata come “generica malattia gastrointestinale”, quindi molto spesso non viene data la colpa ai Campylobacter delle morti delle persone).

Ma torniamo in cucina, al pollo che abbiamo acquistato al supermercato. Poiché questi, ed altri batteri, sono ubiquitari, ovvero vivono un po' dappertutto, soprattutto per terra, non è possibile toglierli a monte dalla pelle dei polli. Per cui potete stare tranquilli che comprando un qualsiasi pollo, o un petto, o una coscia di pollo, ad un qualsiasi supermercato, quella pelle sarà sporca perché non viene lavata prima di macellare o sezionare la carcassa.

E allora perché non lavarla noi, in modo da mandare via tutti quei germi pericolosi? Per prima cosa perché, con tutta la buona volontà, non riusciremmo. Ce ne sono troppi. Stanno sulla pelle e negli incavi delle penne, in cui l'acqua non transita bene, per cui risulta impossibile riuscire a toglierli tutti. Secondariamente, se li laviamo li spargiamo dappertutto. Solitamente il posto dove si lava il cibo è l'acquaio, e magari dopo aver lavato il pollo e aver riempito il lavello di germi ci appoggiamo l'insalata, che si prenderà la sua bella dose di Campylobacter. È vero, poi si lava anche quella, ma proprio come per il pollo c'è una possibilità di non riuscire a toglierli tutti; ci possiamo provare, quello si, ma probabilmente non riusciremmo, e questo risulterà pericoloso.

Perché il pollo, comunque vogliamo mangiarlo, va cotto. Mentre l'insalata non si cuoce. Per cui quando metto il pollo in forno o in pentola, l'alta temperatura raggiunta che parte da un minimo di 100° di bollitura e supera anche i 200° in forno, è sufficiente per uccidere tutti i germi che si trovano sul pollo, perché non riescono a resistere a quella temperatura troppo alta. Per cui cuocendo avremo risolto il problema definitivamente, uccidendo tutti i batteri pochi o tanti che fossero.

Se non abbiamo lavato il pollo, quindi, i germi sono rimasti tutti lì, buoni buoni, sulla pelle, e riusciamo ad ucciderli tutti in un sol colpo con la cottura. Se lo abbiamo lavato, invece, li avremo sparsi per tutto l'acquaio e potrebbero venire in contatto con altri cibi che, poi, non vengono cotti perché semplicemente si mangiano crudi. Insomma, non ha senso rischiare una malattia che può essere anche mortale. Non esiste alcun motivo per lavare il pollo, ed è bene non farlo. Ne va della nostra stessa salute.

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Titolo dell'articolo

Perché lavare il pollo è pericoloso

Autore del testo

Valerio Guiggi, per Cucinare.meglio.it

Nome della fonte

Cucinare.meglio.it

URL

http://www.cucinare.meglio.it/tema/lavare-pollo-pericolo/

Data di pubblicazione

Lunedì 25 maggio 2015

Ultimo aggiornamento

Martedì 26 maggio 2015

Data di visita

Giovedì 21 settembre 2017

Note sull'autore

Valerio GuiggiValerio Guiggi • Laureato in Medicina Veterinaria nell'Aprile 2013 a 24 anni, con una valutazione di 110 e lode, ed abilitato alla professione nel Giugno nello stesso anno, è appassionato di "sicurezza alimentare", la branca della veterinaria che si occupa della prevenzione delle malattie dell'uomo che vengono trasmesse con gli alimenti. Nel Gennaio 2014 supera il test a numero chiuso per specializzarsi in Ispezione degli Alimenti, specializzazione della durata di tre anni, e dal Marzo dello stesso anno collabora con il dipartimento della prevenzione dell'ASL di Livorno. Da Ottobre 2014 collabora con l'azienda CSA (Consulenza Sanitaria Alimentare) di Livorno, che offre consulenza sanitaria e legale ad aziende alimentari della zona. Dall'inizio del 2015 è inoltre responsabile scientifico di Socialdogcat.com, che si occupa della salute dei cani e dei gatti. Dal mese di maggio del 2015 scrive per Cucinare Meglio.

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